Petrarchismo

Petrarchismo, classicismo e neoclassicismo nella tradizione poetica italiana con particolare attenzione ai temi del "notturno" e della finitezza dell'esperienza umana. Percorsi di lettura

Materiali di un corso di Storia della lingua italiana, tenuto nel II semestre dell'a.a. 2010/11 presso l'Université Michel de Montaigne, Bordeaux

Dal "Canzoniere" di Francesco Petrarca
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
Era il giorno ch'al sol si scoloraro
Movesi il vecchierel canuto e bianco
Giovene donna sotto un verde lauro
Chiare, fresche e dolci acque
Italia mia, benché'l parlar sia indarno
La vita fugge, e non s'arresta un'ora
Vago augelletto che cantando vai

Poesia dell'Umanesimo volgare fiorentino quattrocentesco
Testi di Lorenzo de' Medici (Trionfo di Bacco e Arianna); Angelo Poliziano (I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino; A che ti gioverà tanta bellezza; Allor che morte arà nudata e scossa)

Dall'"Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto
Proemio [Canto I, ottave 1-4: Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori]
Canto I, ottave 5-81 [Angelica contesa e inseguita dai cavalieri cristiani e musulmani]
Si consiglia la lettura di Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino, Mondadori, Milano 1995, pp. 35-47 (capitolo intitolato "Angelica inseguita").

Rime "notturne" e spirituali del Cinquecento
Testi di Bernardo Tasso (Quest'antro oscuro; Se, come, o Dio del Sonno; Come vago augelletto); Celio Magno (Trovo dovunque io giro 'l guardo intento; Non fuggir vago augello; S'or lieto più che mai, vago augelletto); Giovanni Della Casa (O Sonno; Questa vita mortal); Michelangelo Buonarroti (O notte; Per ritornar là donde venne fora); Giovanni Battista Strozzi (Dolcissimo Riposo; Ombre e larve notturne); Girolamo Malipiero (Era il giorno ch'al sol si scoloraro; Erano i capei d'oro a l'aura sparsi); Vittoria Colonna (Quando il gran lume appar ne l'oriente; Sovra del mio mortal, leggera e sola); Marcantonio Flaminio (Quam sint beati qui sumita sua cruce Christum sequuntur; De ardenti amore suo erga Christum); Torquato Tasso (Aprite gli occhi, o miseri mortali; A la Croce)

Dalla "Gerusalemme Liberata" di Torquato Tasso
Proemio [Canto I, ottave 1-5, Canto l'arme pietose e'l capitano]
Canto IV, ottave 6-17 [descrizione di Satana]
Canto XII, ottave 50-71 [combattimento di Tancredi e Clorinda]

Vittorio Alfieri, Rime
(XVIII) Bieca, o Morte, minacci e in atto orrenda
(XL) Qui Michelangiol nacque? e qui il sublime
(LVIII) O cameretta, che già in te chiudesti

Ugo Foscolo
Alla sera
In morte del fratello Giovanni
A Zacinto

Giacomo Leopardi
L'infinito
La sera del dì di festa
Ad Angelo Mai
A Silvia
Il sabato del villaggio
Canto notturno di un pastore errante dell'Asia

Giovanni Pascoli
Novembre
Temporale
L'assiuolo
X agosto
Digitale purpurea

Gabriele D'Annunzio
Consolazione
La sera fiesolana
Meriggio
La pioggia nel pineto
Prosa notturna

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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